AMBIENTE – Il bollino sulla frutta? Si potrà mangiare (ma tanti lo mangiano già ora, per sbaglio)

L’etichetta del futuro si potrà mangiare. sarà commestibile, compostabile e pensata per ridurre plastica e i rischi per chi la mangia per sbaglio (più di quanti si pensi)

MILANO – Addio al bollino dimenticato sulla buccia della mela: l’etichetta del futuro si potrà mangiareCommestibile, compostabile e pensata per ridurre plastica, sprechi e rischi da ingestione involontaria, arriva dal progetto “Appeal-Agrifood Protected by printable edible authenticating label”, coordinato dal Politecnico di Milano con sette partner scientifici e industriali, tra cui il Consorzio Melinda, e finanziato dal Fondo italiano per le scienze applicate del ministero dell’Università e della Ricerca. Presentata durante il webinar “Oltre l’etichetta: ricerca, sostenibilità e innovazione”, la nuova generazione di bollini nasce da ingredienti vegetali, polisaccaridi e pectina recuperata anche dai sottoprodotti della lavorazione delle mele.

UN’ETICHETTA EDIBILE E SICURA

Una piccola rivoluzione da fruttiera, ma con numeri tutt’altro che piccoli: il mercato globale dell’etichettatura vale circa 50 miliardi di dollari e cresce a un ritmo stimato di oltre il 5% annuo, mentre in Italia la raccolta dell’organico ha superato i 7,5 milioni di tonnellate. “L’obiettivo era progettare un’etichetta non solo edibile e sicura, ma anche pronta a rispondere alle nuove esigenze normative e industriali”, spiega Andrea Macrelli, ricercatore del Dipartimento di Energia del Politecnico di Milano, ricordando che i prototipi sono già conformi agli obiettivi del nuovo regolamento europeo sugli imballaggi. Le etichette sono state testate e promosse da Melinda, che produce oltre 400.000 tonnellate di mele l’anno, pari a circa il 20% della produzione nazionale. “I bollini edibili hanno mostrato una buona resistenza meccanica e un’elevata capacità adesiva anche in condizioni critiche di umidità”, sottolinea Nicola Vighi, esperto della divisione Ricerca e Sviluppo del Consorzio.

GLI ITALIANI MANGIANO GIÀ ORA LE ETICHETTE PER SBAGLIO

Il progetto dell’etichetta che si potrà mangiare guarda anche alla sicurezza alimentare: secondo le stime, gli italiani ingerirebbero inconsapevolmente tra i 9 e i 22 milioni di etichette tradizionali ogni anno. I test biologici in vitro, spiega Ilaria Vitali, ricercatrice del Dipartimento di Scienze mediche dell’Università di Ferrara, hanno evidenziato “un’elevata biocompatibilità” e l’assenza di segnali di danno cellulare, genotossicità o immunotossicità. Non solo: l’etichetta “Appeal” integra tre livelli di sicurezza, con dati pubblici leggibili via smartphone, verifica dell’autenticità anche con torce UV e informazioni riservate accessibili agli operatori con strumenti ottici dedicati.
“Con ‘Appeal’ abbiamo voluto trasformare un problema ambientale in un’opportunità concreta di innovazione“, conclude Carlo Spartaco Casari, ordinario di Fisica della Materia al Politecnico di Milano e Principal Investigator del progetto. Il prossimo passo sarà portare la tecnologia sul mercato. E, forse, rendere finalmente inutile il gesto più automatico davanti a una mela: cercare il bollino prima di morderla.

Fonte Agenzia DIRE – www.dire.it

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