SPORT/CALCIO – ‘La Bari’ è in Serie C, il dramma sportivo di una città e la cronaca di un fallimento annunciato

La retrocessione è il verdetto finale di un’involuzione progettuale cominciata tre anni fa. Dal sogno Serie A al purgatorio della Lega Pro: una piazza storica tradita dai limiti strutturali della multiproprietà

ROMA – Il verdetto del campo ha solo messo la firma sul finale più amaro e prevedibile. Il Bari sprofonda ufficialmente in Serie C, un declassamento che per storia, blasone e bacino d’utenza rappresenta un vero e proprio terremoto sportivo per l’intero panorama calcistico nazionale. Per una città abituata storicamente ai palcoscenici della Serie A, la caduta in Lega Pro assume i contorni di un’umiliazione.

Non si tratta di un semplice verdetto sfortunato o legato a singoli episodi: il crollo biancorosso è il risultato di un biennio con un trend costantemente negativo.

UNA STAGIONE DRAMMATICA

Il peccato originale di questa retrocessione si consuma paradossalmente nel punto più alto del ciclo recente: la finale playoff per la massima serie persa al 94′ contro il Cagliari nel giugno 2023. Da quella notte di lacrime, anziché assistere a un rilancio delle ambizioni, la piazza ha dovuto subire una progressiva e sistematica discesa. La gestione tecnica affidata ai direttori sportivi Magalini e Di Cesare ha palesato limiti evidenti nella costruzione dell’organico, indebolito nei suoi pilastri e mai integrato con elementi di reale categoria.

La girandola di tre allenatori diversi ha contribuito a innescare questa spirale negativa. Il risultato è stato uno spogliatoio privo di identità calcistica e incapace di reagire nei momenti di massima pressione agonistica.

IL LIMITE STRUTTURALE DELLA MULTIPROPRIETÀ

Il caso Bari riapre con forza il dibattito sui reali confini e sulla sostenibilità delle multiproprietà nel calcio italiano. La proprietà De Laurentiis è stata spesso accusata di trattare la società pugliese come una sorta di “squadra B” o succursale del Napoli.

Il presidente Luigi De Laurentiis recentemente aveva rotto il dogma del controllo totalitario, aprendo ufficialmente e pubblicamente alla possibilità di accogliere nuovi soci o fondi di investimento all’interno del club.

LA REAZIONE DELLE ISTITUZIONI: PALAZZO DI CITTÀ ESIGE CHIAREZZA

La caduta all’inferno della Serie C ha immediatamente valicato i confini sportivi, provocando la durissima reazione della politica e delle istituzioni locali. Da Palazzo di Città ai rappresentanti della Regione, il commento è unanime: la città si sente tradita. La municipalità barese aveva infatti assecondato ogni richiesta della famiglia De Laurentiis, mettendo a disposizione investimenti pubblici massicci per il restyling profondo dello stadio San Nicola e catalizzando un’ampia adesione da parte del tessuto imprenditoriale e degli sponsor locali.

Fonte Agenzia DIRE – www.dire.it

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