ARCE/CRONACA – ACEA ATO5: Incredibile, in via Mons Marciano adesso le autobotti per il rifornimento idrico arrivano a singhiozzo, e sono passati 19 mesi di carenza idrica

​Da gennaio 2025, quattro utenze sono a secco. Nonostante oltre 100 invii di autobotti e un dispendio di risorse, il gestore non avrebbe ancora risolto il guasto strutturale.

ARCE – In via Monsignor Antonio Marciano, ad Arce, quattro utenze domestiche vivono una situazione di emergenza idrica che durerebbe, dal 7 gennaio 2025. Da quel giorno, dai rubinetti delle abitazioni site sul lato sud della via non scorrerebbe più una goccia d’acqua.

​La questione riguarderebbe un tratto di tubatura risalente a circa 80 anni fa che collegherebbe le quattro abitazioni alla conduttura principale della SR Casilina. Per ragioni tecniche che resterebbero ancora non chiarite, dal gennaio dello scorso anno, il flusso d’acqua si sarebbe interrotto bruscamente, rendendo di fatto impossibile l’approvvigionamento idrico autonomo.

Comunque, bisogna dire che il 7 agosto scorso sono stati effettuati i sopralluoghi da parte dei tecnici Acea Ato5 per dare inizio ai lavori di una nuova conduttura che allacciata a quella esistente in via Monsignor Marciano risolverebbe l’interruzione idrica alle quattro utenze rimaste a secco.

​Nel frattempo, per tamponare la cronica mancanza di acqua, si è ricorso al sistema delle autobotti, con numeri che lascerebbero sbalorditi: solo per una delle utenze si conterebbero oltre 54 rifornimenti e più di 100 solleciti ufficiali, il tutto meticolosamente documentato.

​Ciò che i cittadini denunciano con forza non è solo il disagio quotidiano, ma l’assurda gestione economica e operativa degli interventi. Ogni volta che verrebbe aperta una segnalazione al numero verde, si attiverebbe una procedura che apparirebbe ai residenti come un inutile spreco di tempo e denaro. “Deve arrivare il tecnico della ditta appaltatrice per smontare il contatore e verificare la pressione con il manometro. Poche ore dopo, spesso arriva anche un tecnico ufficiale di Acea Ato5 per effettuare esattamente la stessa verifica, necessaria per autorizzare l’invio dell’autobotte. Perché tutto questo spreco?” si chiederebbero i residenti. “Perché non procedere al collegamento diretto delle quattro utenze alla condotta esistente proprio in via Monsignor Antonio Marciano? Il costo di un intervento risolutivo sarebbe nettamente inferiore rispetto al dispendio economico e logistico di mesi di autobotti”.

Ora è sorto un altro problema: per avere la disponibilità dell’autobotte, nonostante la normale procedura tramite il numero verde, passano mediamente tre giorni (dopo vari solleciti) per autorizzare ed inviare le autobotti per riempire le cisterne di scorta.

Oltre al danno anche la beffa…

La pazienza degli utenti di via Monsignor Antonio Marciano oramai è arrivata al limite. La comunità di Arce attende risposte concrete dal gestore: il ripristino di un diritto fondamentale che, ormai da oltre 19 mesi, risulterebbe calpestato.

Bernardo Di Folco responsabile Arcenews.it – Ciociaria.it

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