Gli ambienti naturali come ‘cura’ per ansia, depressione e altre patologie possono essere curati. E arriverà una ricetta che non sarà rossa ma consiglierà di frequentare parchi, giardini, fiumi o località di mare
BOLOGNA – Non più solo la classica ricetta rossa per farmaci o esami. Ma una vera e propria ricetta verde (o blu) per prescrivere una terapia particolare. E cioè frequentare con assiduità giardini, parchi, fiumi o luoghi di mare per prevenire o curare diverse patologie come ansia, depressione, iperattività o disturbo dell’attenzione. Ruota attorno a questa idea il progetto VeBS, di cui è capofila la Regione Calabria e che coinvolge anche Arpae Emilia-Romagna, Dipartimento di epidemiologia della Regione Lazio, Università Cattolica del Sacro Cuore, Università di Bologna, Consorzio interuniversitario Nazionale per le Scienze ambientali, Ispra e Arpa Abruzzo. Il progetto, finanziato con fondi Pnrr dal Ministero della Salute, ha l’obiettivo di fornire evidenze utili per guidare politiche urbane e di governance più sostenibili e orientate al benessere collettivo.
I primi risultati del progetto suggeriscono proprio questo: vivere in prossimità o frequentare con assiduità gli spazi verdi (giardini, parchi) o blu (mare, laghi, fiumi) può avere veri e propri effetti terapeutici sulla salute delle persone. Sia in termini di prevenzione sia come riduzione dei sintomi provocati da alcuni disturbi cognitivi o emotivi. Alcune evidenze scientifiche segnalano anche una riduzione della mortalità causata da malattie del sistema respiratorio nei soggetti anziani che vivono in prossimità di aree verdi o blu. In particolare, gli spazi verdi sono stati collegati a rischi inferiori di mortalità per cancro ai polmoni, polmonite e broncopneumopatia cronica ostruttiva. Altri risultati del progetto Vebs, ancora in via di pubblicazione, riguardano infine le analisi dei biomarcatori di rischio e beneficio per le persone anziane.
Dalla correlazione tra la salute e gli spazi verdi (o blu), il progetto ha compiuto poi un passo in più. Si è fatta strada infatti l’idea di promuovere una ‘terapia’ basata sulla fruizione degli ambienti naturali attraverso una prescrizione medica, appunto la ricetta verde o blu, che indichi la frequentazione di questi spazi per migliorare la salute. Da questo punto di vista, spiegano i promotori del progetto, “è importante ripensare gli spazi urbani, perché garantiscano una buona qualità degli ecosistemi tenendo conto della loro importanza sul benessere delle persone, seguendo le indicazioni delle Linee guida per decisori e operatori del settore che sono state realizzate insieme all’Atlante delle specie vegetali”.
Ispra, in particolare, ha illustrato un nuovo metodo per la valutazione dell’accessibilità alle aree verdi e blu di buona qualità e un’analisi dei trend dei pollini allergizzanti per la città di Roma in relazione all’evoluzione della vegetazione urbana. Sul progetto Vebs, l’Arpae dell’Emilia-Romagna ha pubblicato un approfondimento sull’ultimo numero della sua rivista, ‘Ecoscienza’.
Fonte Agenzia DIRE – www.dire.it
